Su Agenda21 spazio alle parole e alle opere di alcuni degli artisti che hanno partecipato ad “Art for Rights”, il contest artistico nato nel 2013 con lo scopo di contribuire all’opera di sensibilizzazione promossa da Amnesty International su tematiche attinenti alla sfera dei diritti umani attraverso il linguaggio universale dell’arte. Il tema di questa edizione sono stati i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

 

L’opera “art.31” nasce da una riflessione sui diritti dell’infanzia e in particolar modo sul diritto al gioco (sancito all’art. 31 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo), elemento essenziale nella vita di un bambino per il suo sviluppo psicofisico e per lo sviluppo di una personalità creativa e serena sinonimo di equilibrio e benessere.

La tecnica mista utilizzata di acrilico, matite e pennarelli su supporto cartaceo è quella che maggiormente mi rappresenta in questo periodo della mia vita fortemente contrassegnato dal connubio tra la personalità artistica e creativa avuta dall’infanzia fino alla formazione negli anni del Liceo Artistico e la formazione tecnica presso la facoltà di Architettura con la successiva pratica professionale.

Spatolate di colore acrilico, con la scelta di tonalità scure mi hanno aiutato a definire la scena di fondo richiamando con segni frammentari al polverone degli spari, all’inquietudine, alla guerra. In questo scenario spicca un soldato che punta il suo fucile contro un orso di peluche, emblema del gioco, della purezza e dell’innocenza che caratterizzano l’infanzia. Un’infanzia pertanto minacciata da un individuo con le armi, dunque con la forza. Ma questa minaccia si fa realtà. Molti bambini ad oggi risultano coinvolti in violenti conflitti, reclutati forzatamente o spinti a unirsi “volontariamente” ai gruppi armarti, privati dei loro diritti come rappresentato sulla destra. Occhi innocenti a cui viene sottratta la libertà di vivere.

Ogni anno Amnesty Bisceglie, attraverso l’organizzazione di contest artistici che riflettono su importanti tematiche relative ai diritti dell’uomo, ci dà l’opportunità di metterci in gioco, confrontandoci con altri artisti locali attraverso l’elaborazione di un’opera artistica. Partecipare a questo evento mi permette ogni anno, in particolare questo, di confrontarmi soprattutto con me stessa, con le mie capacità e i miei limiti, con la possibilità di poter ancora esternare e convogliare in un’opera visibile a tutti il lato creativo che sempre mi contraddistingue, dandomi la possibilità di ricevere come risposta la consapevolezza che il mio lavoro può ad oggi suscitare emozioni, più o meno contrastanti, in chi l’osserva. Emozionare è per me la vera soddisfazione.

Nadia Simone