Un nuovo progetto per Santa Margherita. Un nuovo percorso comune firmato FAI e Associazione 21 per la valorizzazione della chiesa medievale nel cuore di Bisceglie.

Primo appuntamento domenica 27 settembre alle 19.30, una tavola rotonda per conoscere meglio questo vero e proprio gioiello del 1200, purtroppo sconosciuto a tantissimi biscegliesi. Il titolo scelto da FAI e Associazione 21, “Aprite gli occhi”, è proprio un modo per invitare tutti a riconoscere le bellezze artistiche e culturali del territorio, a valorizzarle e a riutilizzarle per la città.

Ospiti dell’incontro la guida turistica biscegliese Irene Frisari, chiamata a raccontare la storia di Santa Margherita, la graphic designer Stefania Sciancalepore, per scoprire insieme quali erano e dove sono finiti gli arredi della chiesa, e il professor Biagio Salvemini, storico dell’Università di Bari, con un intervento sulla promozione e il riutilizzo dei beni culturali per la collettività.

“L’appuntamento di domenica 27 settembre – spiegano dal Comitato FAI di Andria Barletta Trani e dall’Associazione 21 – è solo il primo di una serie di iniziative con le quali intendiamo valorizzare la chiesa di Santa Margherita. Troppo spesso siamo ciechi davanti ai tesori nascosti tra le mura di casa nostra. Il nostro obiettivo è accendere un faro, luminoso e duraturo”.

Domenica 27 settembre è anche l’occasione per ammirare la mostra fotografica “21 passi per Bisceglie”, challenge organizzata sui social dall’Associazione 21 e che ha raccolto circa 300 scatti inviati durante il lockdown dai cittadini biscegliesi.

“Le fotografie che le persone hanno condiviso con noi – le parole di Elisabetta Valente, tra i fondatori dell’Associazione 21 – raccontano di una Bisceglie bella, bellissima nei suoi scorci, nelle sue storie, nei suoi dettagli. Così bella che abbiamo trasformato le foto in cartoline, così ognuno potrà portare a casa, e magari spedire ad un amico lontano, un pezzo di mostra, un pezzo della nostra città”.

L’evento è organizzato nel rispetto della normativa anti-Covid, l’ingresso è subordinato all’utilizzo della mascherina e alla misurazione della temperatura.